mercoledì 23 novembre 2011

Torta dell'amore

Ingredienti:


Un letto caldo
Due corpi differenti
Gr 500 di carezze
Gr 500 di baci
Un forno
Una banana
2 Kiwi
2 Pompelmi


Preparazione:


Adagiare delicatamente i due corpi differenti sul letto ben caldo,aggiungere Gr 500 di baci e Gr 500 di carezze, stando bene attenti a coprire il tutto. Accarezzare quindi la banana facendo attenzione a non far uscire il succo, nello stesso tempo i pompelmi dovranno essere delicatamente strizzati fino a quando si saranno leggermente arrossati.
Quando il forno avrà raggiunto la temperatura di almeno 40° introdurre la banana avendo cura di lasciare fuori i Kiwi.
A questo punto muovere ritmicamente la banana fino a quando non sarà uscito tutto il succo.
Lasciate riposare la banana nel forno tiepido per un pò di tempo poi ritirarla con dolcezza e lasciarla raffreddare.
Questa ricetta può essere ripetuta più volte tutto dipende dalla scorta in magazzino.

giovedì 27 ottobre 2011

Il rito de “ IS FRACCHERAS” un rito unico che si svolgeva in Sardegna il 2 Novembre nel piccolo paese chiamato Gadoni



Tempo prima del 2 Novembre i Gadonesi si recavano in campagna a raccogliere “S'iscraria” e “sa feurra” che, una volta seccate,venivano unite in fasci di lunghezza variabile dai 2 ai 4 m e dal diametro di circa 30-50 cm. Il compito di sorreggerle era affidato ai giovani: all'imbrunire veniva dato fuoco ad un'estremità della fascina che i partecipanti al rito dovevano portare per le vie del paese senza mai lasciarla spegnere. Era considerato abile chi riusciva a rientrare con “ SA FRACCHERA” consumata quasi completamente. Pare che il significato di questo rito fosse quello di condurre fuori dall'abitato le anime erranti dei defunti che, seguendo la luce delle fiamme, lasciavano il paese. A contorno di questa particolare “corsa” si disponevano per le vie del paese “ IS CONCAS DE MORTU”, zucche svuotate e scavate a mo' di teschio con all'interno una candela accesa. Il tutto era reso ancora più suggestivo ed a tratti macabro dai rintocchi delle campane che suonavano “ S'AGONIA”. Questa tradizione molto antica è in disuso da molto tempo.

Il termine “FRACCHERA”, deriva da “FRACCA” (fiamma,fiaccola dal latino flacca-Flac'ula) e sta ad indicare la fiamma sprigionata dagli steli di asfodelo e ferula uniti e bruciati in una grande fascina. L'utilizzo di questa particolare pianta risale all'antichità classica in cui l'asfodelo era considerato il fiore tipico del regno dei morti ( secondo Omero le ombre dei morti si aggirano nei prati di asfodelo-Odissea XI).




Studio sulle tradizioni popolari della mia terra Sardegna-Gian Luca Casu

sabato 15 ottobre 2011

Il grande restauro del Nuraghe Maiore - Cheremule


Cheremule Nuraghe Majore 13 Ottobre 2011 dopo l'ultimo restauro Il nuraghe Maiore di Cheremule, risalente all'età del bronzo (XIV-IX secolo a.C.), è del tipo monotorre, di forma tronco-conica, ed è alto allo stato attuale più di otto metri, con evidente rastrematura verso l'alto; presenta un unico ingresso sul lato sud-est. Dall'ingresso, un corridoio conduce alla camera centrale del piano terra, costituita da una struttura a tholos, mentre sulla sinistra si accede ad una scala, che conduce al piano superiore. Poichè la torre è stata interessata da un crollo di notevole entità, prima degli anni '80, si è reso necessario un primo intervento di restauro, effettuato nel 2003, al quale fa seguito questo in corso. Il restauro, in via di conclusione nel 2007, intende risarcire l'ampia lacuna sul paramento murario ed è stato realizzato con le stesse tecniche dei costruttori nuragici, reintegrando l'opera muraria a secco. Analogamente, la tholos del vano scala è stata ricostruita riutilizzando i blocchi di crollo, che sono stati posti in opera con particolare attenzione riguardo agli sbalzi. L'intervento segna un passo fondamentale nel restauro delle strutture megalitiche, poichè si riappropria dell'antica tecnica di costruzione nel segno di una continuità strutturale e formale con l'antico. Patrizia L.Tomassetti

lunedì 22 agosto 2011

Mirto - preparazione

Quantità consigliate per ogni litro di Alcool puro a 95 Gradi:
800 Grammi di bacche fresche di mirto maturo;
1,5 litri di Acqua pura;
5oo grammi di Zucchero semolato.

PREPARAZIONE:
Dopo aver lavato e asciugato le bacche di mirto con delicatezza, mettete in infusione con l'alcool in un recipiente di vetro con chiusura ermetica per 15 giorni. Sciroppo: fate bollire l'acqua per qualche minuto, spegnete il fuoco, aggiungere lo zucchero e mescolate sino a sciogliere bene tutto lo zucchero. Allo sciroppo di zucchero freddo aggiungere l'infuso filtrato bene, mescolate e imbottigliate. Lasciate riposare per circa 2 settimane prima di servirlo.

domenica 21 agosto 2011

Filu' e Ferru - L'acquavite fuorilegge.

L'acquavite di vinaccia per i Sardi è Filu' e Ferru. Il nome non si riferisce alla ruvidezza di questo prodotto artigianale,ma alla sua origine fuorilegge. Veniva prodotto nelle famiglie clandestinamente,e veniva nascosto alla guardia Regia seppellendo il boccione nell'orto e lasciando emergere dal terreno solo un pezzetto di filo di ferro,per ritrovarlo al momento dell'uso. Questo nome è entrato nel linguaggio comune per indicare l'acquavite di vinaccia.